CLESSIDRA 

Il nome clessidra deriva dal greco  (klepsýdra), che letteralmente significa "ruba-acqua", in origine era un dispositivo per la misura del tempo basato su un flusso costante di acqua in uscita da un contenitore

In italiano il termine è usato anche per indicare i dispositivi funzionanti con  sabbia finissima, più correttamente chiamate clepsamie.
In alternativa alla sabbia sono utilizzati polveri di calcare ( gusci di uovo o marmo polverizzati).
L’origine delle clessidre è incerta, l’ipotesi più probabile è che sia stata inventato nell’Europa Medioevale.

I tre luoghi in cui si impose con maggiore forza l’uso della clessidra fuorono:
- i laboratori di lavoro (i professori in classe, i cittadini etc.)
- il pulpito (i sermoni della chiesa protestante e i tempi delle preghiere domestiche)
- le imbarcazioni durante lunghe traversate.
Nella navigazione svolse il suo ruolo più importante in tre tipi diversi:
per misurare le "guardie"
per misurare la velocità della navigazione (un po' più piccole)
quelle che tenevano gli ufficiali nelle loro cabine ( più eleganti)
Si compone di due parti: il cristallo e la cassa. In origine le due ampolle venivano unite dall’orologiaio, dopo aver messo tra loro un disco in metallo forato attraverso il quale passava la sabbia.
Questa sottile cintura costituiva la parte più fragile dell’orologio.
Per questa ragione  si rinforzava con un pezzo di tela grezza, protetta a sua volta da un laccio di cuoio che veniva coperto con dei fili colorati intrecciati “alla turca”.
Negli esemplari più preziosi il filo veniva sostituito con seta o un cordone finissimo in oro e argento.

Attualmente questo strumento ha solamente una valenza estetica, in passato invece, prima del perfezionamento dell'orologio a pendolo, era l'unico strumento affidabile per la misura del tempo in mare . Prove certe riguardo il suo utilizzo si hanno solamente dal XIV secolo, quando la clessidra a sabbia viene riprodotta in alcune opere di Ambrogio Lorenzetti.
Durante il viaggio di Ferdinando Magellano attorno al globo, su ogni nave della flotta erano utilizzate 18 clepsamie, e uno dei compiti dell'equipaggio era di capovolgerle al momento giusto. La sincronizzazione delle clepsamie era fatta a mezzogiorno, identificabile dal fatto che il Sole raggiunge la sua massima altezza sull'orizzonte.

 
La durata di una clessidra a sabbia non è determinata esclusivamente dalla sua dimensione. Se però la sabbia scorre per diversi giorni o settimane, si tratta di certo di un esemplare abbastanza grande.
La clepsamia presente   sulla Piazza Rossa di Mosca, con un’altezza di 11,90 m e un peso di 40 tonnellate è la clessidra a sabbia più grande del mondo, mentre la più piccola   misura solo cm. 2,4 e fu costruita ad Amburgo nel 1992

 

 

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